Quali esami diagnostici fare in caso di mal di schiena (lombalgia)

Le prove scientifiche disponibili indicano che l’imaging lombare immediato e di routine della colonna vertebrale in pazienti con lombalgia non ha migliorato gli esiti rispetto alle cure cliniche abituali ma senza diagnostica ed è dunque fondamentalmente ininfluente rispetto alla definizione di una diagnosi poiché nella stragrande maggioranza dei casi la lombalgia è aspecifica ovvero non è possibile risalire attraverso un esame diagnostico alla causa eziopatologica ed eventuali referti positivi rappresentantano cosi dei falsi positivi rispetto alla clinica.

Come la pelle anche la colonna invecchia e i suoi elementi possono cambiare conformazione senza che ciò provochi dolore e impotenza funzionale in automatico. La degenerazione dei dischi intervertebrali è un referto molto comune in caso di screening a soggetti non asintomatici.

Oltre alla mancanza di benefici clinici, l’imaging lombare di routine è associato all’esposizione di radiazioni (radiografia e TC) e all’aumento delle spese dirette per i pazienti e può portare a procedure non necessarie.

Questa evidenza conferma che i medici dovrebbero astenersi dall’eseguire l’imaging lombare immediato e di routine in pazienti con LBP non specifica, acuta o subacuta e senza indicazioni di condizioni gravi di fondo.

L’esame obiettivo e i segni&sintomi , ovvero la clinica, sono sufficienti per inquadrare il problema e la diagnostica diventa quindi un elemento in più per confermare o escludere sospette red flags.

Se hai mal di schiena puoi recarti dal tuo medico di famiglia o direttamente da un fisioterapista specializzato.

Non è necessario munirsi preventivamente di risonanza magnetica o radiografia.