Protesi di ginocchio, fisioterapia

In Italia si effettuano circa 40mila interventi di protesi all’anno. La stragrande maggioranza dei pazienti ha più di 60 anni e presentano artrosi che ha comportato la degenerazione dell’articolazione. Nel 50% dei casi è sostituita anche la patella poiché potrebbe rappresentare un ostacolo all’estensione quando la nuova articolazione sarà impiantata.

Quando valutare l’opzione protesi?

L’ intervento chirurgico di impianto di una protesi artificiale per sostituire in parte o in tutto l’articolazione di ginocchio deve essere preso seriamente in considerazione ove sia persistente il dolore (che non passa né con l’assunzione di antidolorifici e antiinfiammatori né appoggiandosi al bastone), la claudicazione evidente (si zoppica perché si tende a caricare poco sull’arto dolente ) e la difficoltà nei movimenti (impossibilità a piegarsi ed allacciarsi le scarpe, né a ruotare verso l’interno la punta del piede della gamba dolorante).

Il fattore dolore potrebbe essere in parte ancora presente anche dopo la protesizzazione. L’ipotesi è che l’intervento sia stato programmato troppo in là e quindi la degenerazione ha coinvolto un’area maggiore cosi come il dolore con il tempo è diventato cronico e centrale (sproporzionato al danno anatomico).

La protesi è soggetta ad usura ma può arrivare a superare i 15 anni.

Esistono alternative alla protesi di ginocchio?

Quando viene meno la funzionalità dei menischi e poi della cartilagine, la conseguenza è l’artrosi. Essa può essere innescata da un evento traumatico oppure è più spesso l’effetto della fisiologica usura ed invecchiamento della cartilagine. Dopo i 40 anni. L’artrosi asintomatica è un referto comune.

Esistono varie terapie per lenire e guadagnare tempo per ritardare l’intervento (acido ialuronico, perdita di peso, rinforzo muscolatura, antiinfiammatori e antidolorifici) .

Degno di nota è anche il lavoro del fisioterapista per insegnare strategie di movimento differenti perchè con il tempo schemi di movimento ripetuti possono stressare l’articolazione (esempio tipico quando lavora troppo un arto rispetto al controlaterale).

E’ intuibile che la perdita di peso (se in sovrappeso) può apportare grande beneficio cosi come una protesi parziale impiantata in tempo può partecipare a salvaguardare l’intero ginocchio.

Fisioterapia pre-chirurgica

E’ importante arrivare all’operazione preparati perché se è in corso un processo flogistico o una forte infiammazione, l’intervento è rinviato.

Programmare un ciclo di fisioterapia prima dell’intervento rende più agevole la riabilitazione chirurgica. Nel primo periodo la gamba non operata dovrà lavorare di più e dunque deve essere posta nella condizione adeguata.

Fisioterapia post-chirurgica

Inizia dalla prima giornata post operatoria ed è svolta generalmente per i primi 3/5 giorni in ospedale.

Alla dimissione il paziente deve essere in grado di camminare con le stampelle/deambulatore.

I punti essenziali da perseguire sono il controllo del dolore, la deambulazione equilibrata (importante il recupero dell’estensione per evitare la zoppia), la salvaguardia dell’impianto protesico (attendere i tempi di osteointegrazione evitando le forze di taglio), la forza e il controllo motorio (per evitare cadute e ritornare a muoversi agilmente e compatibilmente con la propria condizione fisica complessiva).

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