Non è possibile misurare direttamente il “Dolore” poiché si tratta di un’esperienza personale, soggettiva, influenzata dall’apprendimento culturale, dal significato della situazione, dall’attenzione e da altre variabili psicologiche.
Gli approcci alla misurazione del dolore includono scale di autovalutazione verbale e numerica anche sotto forma di questionari, scale di osservazione comportamentale e risposte fisiologiche come la risposta dolorosa alla comprensione meccanica oppure alterazioni della temperatura, impedenza della cute che più in generale sono indici di aumentato stress.
La natura complessa dell’esperienza del dolore suggerisce che le misurazioni di questi ambiti non sempre mostrano un’elevata concordanza. Poiché il dolore è soggettivo, le auto-relazioni dei pazienti forniscono la misura più valida dell’esperienza.
Il VAS è una scala visiva rappresentata da una serie di numeri crescenti da 0 a 10 ed è lo strumento di autovalutazione più frequentemente utilizzato per la misurazione del dolore in ambito clinico e di ricerca.

I valori ottenuti dalla scala VAS, o con un dolorimetro e in parte con un questionario multi items vanno però presi con le pinze poiché special modo nel cronico, l’esperienza “dolore” può essere alterata da una sensibilizzazione centrale. Vale a dire che viene meno la proporzionalità tra la sensazione spiacevole avvertita e il reale danno anatomo-funzionale in essere.
Sono quindi valori che ci permette di confrontare un prima e dopo al netto di variazioni nel breve periodo legate a più fattori ma i numeri da soli non bastano per essere confrontati tra individui diversi poiché il dolore resta un esperienza soggettiva.
Se hai un dolore che ti tormenta e desideri una valutazione razionale per intraprendere un percorso risolutivo puoi prendere un appuntamento con lo studio di Fisioterapia sito ad Ostuni (BR).