I ricercatori dell’università canadese non si sono limitati a domandarsi se l’ascolto di musica piacevole possa incrementare la qualità della corsa e quindi la distanza percorsa ma hanno indagato se un implementazione dei battiti al minuto (bpm) possa avere una significativa influenza sulla cadenza, coerenza e motivazione del corridore.
Sono stati fatti vari tentativi confrontando i risultati con una condizione di controllo in cui il tempo della musica non era deliberatamente allineato alla cadenza di marcia ma casuale.
I risultati mostrano che senza un relativo allineamento di fase si ottiene un’asincronia media negativa (NMA) dei tempi di cadenza rispetto ai battiti.
Ciò significa che il calpestio si è verificato leggermente prima della battuta e che i battiti sono ritardati.
La convergenza verso la NMA o angolo di fase relativo preferito è stata facilitata quando il primo battito musicale di un nuovo brano è iniziato vicino al passo.
Accorciando i tempi tra battito e impatto del piede si ottiene un aumento della motivazione e una diminuzione della cadenza.
La manipolazione della sincronizzazione non ha portato a un cambiamento nell’esaurimento percepito o a un cambiamento di velocità.
Gli effetti sono stati più pronunciati per la popolazione femminile che per quella maschile.
L’implementazione di un algoritmo che migliori la sincronizzazione tra cadenza e battiti al minuto della musica è una concreta possibilità per ottimizzare la cadenza individuale di corsa e la motivazione.
in generale si è visto che una cadenza di 180bpm è generalmente un buon compromesso per la maggior parte dei runners. Puoi quindi provare ad ascoltare una canzone che si avvicina a quel ritmo.
Se invece lamenti un fastidio durante la corsa o sei stufo di continue ricadute per problematiche croniche che ti trascini da tempo, allora puoi fissare un appuntamento presso lo studio di FisioterapiaNaturale.